Dal percorso fatto coi ragazzi nel progetto sputnik e dai loro bisogni nasce MIR… nel giugno 2015


I ragazzi infatti giunti ai 18 anni devono lasciare gli appartamenti, e alcuni di loro pur avendo fatto ottimi percorsi, pur avendo piccoli lavori non avevano risorse abitative immediate e a prezzi accessibili.


La cooperativa decide quindi di prendere in affitto un appartemento di edilizia privata, che un privato cittadino ha messo a disposizione, con l’idea di offrire casa a 4 ragazzi (tale è la capienza) per consolidare il progetto di autonomia, in vista dell’autonomia definitiva, quindi con una permanenza di circa 6 mesi.


La cooperativa e il proprietario della casa, hanno entrambi accettato la sfida e l’interessante ingaggio socio-culturale di “inserire i ragazzi “ in contesti “normali” e non necessariamente in contesti di edilizia popolare, lavorando sull’integrazione  e lo sviluppo di comunità, che solo potrà nel futuro garantire il benessere sociale.
Nasce quindi Mir – che oltre ad essere  una stazione spaziale avamposto umano nello spazio per molto tempo, significa in albanese/croato PACE – è un nome questa volta scelto non solo dall’equipe , ma anche dai ragazzi ospiti che ritrovano in questa parola un importante significato anche per loro.